Zingari e Madonne

4 09 2010

Tornando, da un sit-in contro le espulsioni dei rom dalla Francia. Contro la politica di Sarkozy, che non ottanta, ma ottomila, ci dicono, ne ha cacciati dai confini francesi. Quando fu eletto presidente, i rom accolsero la notizia con piacere. Sarkozy, che ha dimenticato d’essere figlio di un rom ungherese, e di un’ebrea sefardita… Un sit-in contro, anche, la politica di casa nostra, e dei “piani” che stanno allontando gli zingari oltre i confini di tutte le periferie. Contro la brutalità delle ruspe, che chi non le ha viste in azione, schiacciare il nulla delle proprie cose, è difficile capisca. Vederli, quei bambini qualche ragazzo e le donne, quasi in divisa da collegio, con magliette con su scritto “I love rom a” ti si stringe il cuore. Più che per le parole di chi sale sul palco a parlare, che poi palco non c’è. Più che al constatare che sono davvero in pochi, al sit-in romano. Pochi zingari, confinati chissà dove, pochissimi italiani, perché forse ancora non fa trend. Marciare per gli zingari, intendo. Ti si stringe il cuore, per quegli zingari in divisa e non sai perché. La risposta, nelle parole di un’amica, Roberta. Da quando sono costretti in qualche modo a mimetizzarsi e vestirsi come noi, dice… da quando le donne non indossano quasi più le loro belle gonne colorate… Abbiamo perso, dice, le nostre farfalle. Una preghiera, allora, perché le farfalle ritornino come, da qualche parte nascoste, pure sono tornate le lucciole. Una preghiera alla Madonna degli Zingari, che così superbamente Tiziano dipinse.



Fiabe

27 08 2010

Ancora, tornando. Ripensando alla piccola chiesa di Santa Maria di Castellabate, e alla sua santissima protettrice. La Madonna del Mare. La cui casa non poteva che posarsi lì, sul limite della spiaggia, con la sabbia che arriva d’estate bollente fino alle sue mura e d’inverno, immagini, vi arriva anche l’acqua gelida delle mareggiate. Appena più a sud, della casa dell’altra Maria, quella che è arrivata addirittura da Costantinopoli, su un’onda che l’ha sospinta fin sul promontorio di Agropoli, e lì l’ha lasciata, a proteggere la vita dei marinai. Sicuramente dall’una all’altra casa, quella lassù in alto, questa quaggiù in basso, le due Marie si parlano. Magari la notte di nascosto s’incontrano. E quando tutto si sono dette della giornata della loro gente, si scambiano, ne sono certa, il racconto di fiabe. Ne ho letta una anch’io, nel libro trovato aperto sul leggio della chiesa sulla spiaggia, nella piccola navata di destra, quella dell’adorazione. Parlava di Gesù che, seduto in riva a un lago, circondato da tanti bambini, iniziò col raccontar loro una fiaba… C’era una volta...



Spiragli… 2

12 07 2010

Tornando, alle cronache dalla riva, così vicina, così lontana, di chi vive in carcere. Arriva dalla redazione di CarteBollate, periodico di informazione della II casa di reclusione di Milano Bollate, la segnalazione di alcuni articoli, che volentieri segnalo. Come l’intervento del provveditore alle carceri della Lombardia Luigi Pagano, che spiega che a dieci anni dalla nascita del carcere di Bollate non ha nessun senso parlare di sperimentazione. “Io parlerei” dice Pagano, “di applicazione dell’ordinamento penitenziario. Noi continuiamo a parlare di progetto, ma ormai si deve andare sistema. La sperimentazione è sempre a rischio…. Qui invece la fase di collaudo è ampiamente superata, Bollate è un progetto che tutti aspiriamo a far diventare traccia su cui far crescere esperienze analoghe”. Parla anche, Pisapia, del fallimento del piano carceri del governo. Parla, dei detenuti in carcerazione preventiva, che sono oggi più del 51 per cento. Convinto com’è, Pagano, che sia indispensbile prevedere per molti reati sanzioni non detentive e un ritorno all’originario piano della legge Gozzini, “falcidiato da continue restrizioni e divieti assurdi e controproducenti”. Si segnala, anche, l’editoriale di Susanna Ripamonti, a proposito dell’interesse dei costruttori edili per il piano carceri: “il sito che riporta le informazioni più dettagliate e precise è stranamente edilportale.com, il motore di ricerca dell’edilizia”. Costruttori, edilizia, carceri… pensandoci un pò su…



Fingitori… 2

8 07 2010

A proposito di fingimenti, ma senza poesia. A proposito di maschere che cadono. Ieri, un anno fa, un casco da pompiere, oggi, un casco antisommossa. La vignetta di Vauro, questa mattina su Il Manifesto, commenta così la brutta pagina di ieri, l’inimmaginabile trattamento riservato ai cittadini dell’Aquila, venuti a Roma per raccontare la verità della loro città abbandonta. Abbandonata e tassata, chiusa la parentesi dei sorrisi in vetrina per il G8, dopo l’enfasi della consegna di chiavi delle new town. New town, come suonano male queste due parole, oggi che la città vecchia è tutta qui, a gridare la sua agonia… Dopo i sorrisi e la retorica, dunque, manganelli di rabbia. Manganelli… anche questa, brutta parola per un brutto oggetto. Ombra del tempo che pensavamo alle spalle… Azioni di contenimento, si chiamano, comunque, oggi. Stringono il cuore le parole del sindaco dell’Aquila, a Roma, insieme alla sua gente a prendere botte: “Non meritiamo di essere trattati così”. Già, almeno un pò di rispetto per i terremotati…



Fingitori…

7 07 2010

… e dunque, provando, e cercando, riemergono parole, di poesia.

“Il poeta è un fingitore / finge così completamente / da far credere che è dolore / il dolore che davvero sente”. Fernando Pessoa, dalla raccolta Il poeta è un fingitore.



Urla dal silenzio

23 06 2010

Da oggi, nella colonna qui a fianco, fra i siti consigliati, Urla dal silenzio. Cronache dalla contenzione. Cronache fatte di parole che sono grida, che troppo spesso, di qua dal muro, noi gente a piede libero non vogliamo ascoltare. Ritratti feroci, anche, come feroce sa essere la realtà di chi non può più disporre di se stesso. Solo alcune parole, di una lunga testimonianza di Patrizia Pugliese, insegnante nel carcere di Tolmezzo. Che dopo un colloquio con una guardia carceraria dice:”Il mio incontro con la realtà carceraria è stato devastante, dal punto di visto emotivo, umano. lcune scene ricostruite stasera mi riportano ai grandi soprusi, eccidi della storia, uno su tutti, l’olocausto, il disprezzo verso gli ebrei, i diversi. Non posso e non voglio fare il nome della guardia in questione. Mi trovo a Trieste, la guardia non lavora in Friuli, ma ciò che mi ha raccontato avviene in tutte le carceri italiane. Un brano del colloquio con la guardia, dunque, chiamiamolo Gesù… Leggi il resto dell’articolo »



Contro la legge bavaglio

13 06 2010

Dal sito ufficiale del Popolo Viola. Dopo l’approvazione, in Senato, del ddl sulle intercettazioni, l’appello per una manifestazione contro la “legge bavaglio”:

Il momento che stiamo vivendo è decisivo per il futuro democratico del nostro Paese. La maggioranza governativa sta procedendo all’approvazione a colpi di fiducia del DDL cosiddetto “intercettazioni”, che permetterà invece in un solo colpo di bloccare il prezioso lavoro della magistratura italiana nella lotta alla criminalità e metterà il bavaglio agli organi di informazione, bloccando inoltre il libero pensiero e la diffusione delle idee attraverso il web. Leggi il resto dell’articolo »



aspettando…

31 05 2010

……………………………………………………………………………. Gaza. Children looking for food…



Mare nero

30 05 2010

“In un racconto de Le mille e una notte si legge che la Terra e gli animali tremarono il giorno in cui Dio creò l’uomo. Questa folgorante visione degna di un poeta, assume al giorno d’oggi pieno significato, dal momento che sappiamo, ancora più del narratore arabo del Medioevo, a qual punto la terra e gli animali avessero ragione di tremare”. Lo scriveva Maurguerite Yourcenar. Chi sa se lo spirito delle bestie scenda giù sotto terra, ( dalla raccolta Il tempo, grande scultore, Einaudi). Rileggendo, ora che la marea nera ha trasformato uno spazio enorme di mare in acqua morta, ora che terra morta sono diventati i suoi fondali. E tutto quel nero petrolio, chissà quanti esseri della terra, dell’aria e dell’acqua ha ucciso e continuerà a uccidere. Morire di mala morte. Nei nostri oceani. “Dove il pesce è sacrificato ai petrolieri”, ancora da Il tempo… Rileggendo, e ripensando ai versi dell’Ecclesiaste a cui rimanda il titolo dell’articolo della Yourcenar : Chi sa se lo spirito dell’uomo salga in alto,/ e quello delle bestie scenda giù sotto terra?  Davvero, sappiamo…?



Entrare fuori, uscire dentro

27 05 2010

Dieci anni fa chiudeva a Roma l’ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà, ventidue anni dopo l’entrata in vigore della legge Basaglia. Un pensiero, a quell’ultimo atto di un processo, lungo e spesso tortuoso, che ha voluto smontare la macchina manicomiale, spostando i percorsi di cura, restituendo ai malati di mente il diritto alla cittadinanza in un tessuto sociale. Un percorso non semplice, che ha chiesto l’impegno di tutti, insieme medici, operatori, cittadini. Fra le altre cento cose che è diventato il complesso del Santa Maria della Pietà, c’è un Museo della Mente. Entrare fuori, uscire dentro, è il nome di una sezione del museo, con corpi che si chiantano contro barriere invisibili. “Entrare fuori… non è facile…” aveva detto uno degli ospiti dell’ospedale, quando gli fu detto, dopo chissà quanti anni di reclusione, che poteva infine uscire. Uscire dentro, nel senso di capire davvero cosa sia stata quella folle reclusione…. sembra ci sia ancora, oggi, chi non vuole capire…