30
12
2008
Ricevo e volentieri pubblico
أنا أحل مدرسة بيثا أنا أحلا
تورك اغاني وا بيوت موثيا
انا ارز شعير كولوب سباه أنا بيدي
ما بيدي يل بارود ما بيدي
بيدي يوم موشميس يوم
الهريسه لاهزات نيسر ونسوري
بيدي يوم موشميس يوم
الهريسه غايار ايل بوندوخيا
الخطوط أبكي أنا مدينة لوس انجلوس منعالخاوف
وا ‘ديمو الرجال اغيليل الوطن
انا رجل بوابة اغيلي انا بمنطقة يشامسلي
الى تشريك وا لايسا تيغري
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30
12
2008
Il Natale, è quello che ci si porta dentro. Attraversando le strade di Gerusalemme, la sera della viglia. Le luci di Gerusalemme sembrano fare parte tutte dello stesso presepe. Le mille e mille candele accese della festa di Hannukah, la festa delle luci, che ogni anno di questi tempi ricorda la rivolta dei Maccabei, nel Quartiere Ebraico della Città Vecchia. Che, solo a un passo, sul confine del Quartiere Armeno, diventano le luci di un abete decorato, che si affaccia nel riquadro di una finestra, al primo piano. Già a ridosso del Quartiere Cristiano, dove le luci sono i festoni di lampadine sospesi fra un muro e l’altro, e dondolano al vento. Le preghiere del Natale, appartengono alle chiese, il giorno di Natale, e il giorno dopo ancora. Ma la preghiera che ci si porta dentro, tornando, è quella che sale dalle moschee, e rompe la notte del giorno dopo ancora. Quando l’attacco a Gaza trasforma il Natale in un inimmaginabile strazio. Quella preghiera nella notte è un urlo. E fa paura. Ma quale paura, e per chi e per cosa? Leggi il resto dell’articolo »
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21
12
2008
Un invito, ad ascoltare una fiaba. Anzi due. Il giorno di Natale e poi ancora Santo Stefano. Su RadioUno, alle 18,07. Colapesce e La piccola fiammiferaia , reinventate fra fantasia e realtà. Per riflettere, con quella leggerezza che piaceva a Calvino, sulla realtà, sulla cronaca, su quello che accade.
Nella prima fiaba, Colapesce, un ragazzo siciliano trasformato in pesce, nuota tra Napoli e Messina. Forse addirittura è lui a tenere insieme i fondali dello Stretto. Incontra un archeologo subacqueo, Marino Maranzana, che spiega quanto siano pericolosi quei fondali, tanto che sarebbe impossibile costruire un ponte, proprio lì. Conosce gente di mare, come Mario Franco Mandara, quel pescatore di Positano che ha visto balene grandi come Moby Dick, e polpi enormi come piovre. Leggi il resto dell’articolo »
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21
12
2008
“Scusate, sapite l’ammore ched’è?” / L’ammor’è na cosa / c’addora di rosa… / ca rosa nunn’è…/ nduvina ched’è” /// “E’ rosa?… E scusate, sapite pecché?” /// “E’ rosa ‘o culore che serve p’’ammore./ L’ammore nun c’è / si rosa nunn’è”. /// “L’addore che c’entra… si rosa nunn’è?” /// “Pecché dinto maggio,/ se piglia coraggio. / Sentendo l’addore / te nasce l’ammore”. /// “A maggio sultanto?… E sapite pecché?” /// “E’ maggio pè n’anno / pè chille c’’o ssanno. / Pè chi nun vò bene / stu mese nun vene”. ///
“E senza l’addore l’ammore nun c’è?” ///
“Nun c’è… pecché ‘ammore / è forte delore, / ca pare na cosa / c’addora di rosa”.
L’ammore ched’è? poesia di Eduardo, 1947. Quasi un pensiero per Natale…
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20
12
2008
“Sono contenta che tu mi abbia portato dei dolci” gli disse senza sorridere. “Proprio quello che desideravo, un cavallo a dondolo, una bambola, un bastoncino di zucchero caramellato”.
“Ma adesso devi cancellare l’ultima lettera del mio nome” gli chiese per la prima volta persino con garbo.
Percepì un che di ansioso, come una certa trepidante attesa nella voce della bambina. Non disse, non chiese nulla. Ora aveva solo paura di quello che lei gli stava chiedendo e di quello che lei si aspettava da lui. Leggi il resto dell’articolo »
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19
12
2008
“Ma dove, ma dove…” lo interruppe seccata Rosalia. “Come se ci fosse un dove diverso dall’altro. E chiederlo a me… chiederlo a me… come se… come se…”.
Come se non fossimo tutti… tutti prigionieri sull’orlo del nulla, suggerì un sibilo alle sue spalle .
“E per oggi ne ho abbastanza. Non hai ancora cancellato la o. Cancella! Subito!” gli ordinò la bambina sottraendo veloce lo specchio al suo sguardo.
Obbedì. Sentiva di non avere forza per contrastarla. E lei gli sembrava così piena di improvvisa, rinnovata energia. Leggi il resto dell’articolo »
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18
12
2008
La prima cosa che fece, il lunedì, fu comprare lo specchio di cristallo. Lo scelse rotondo, con una sottile cornice argentata. Tornato a casa lo poggiò sulla scrivania e vi si sedette di fronte. Notò una piccola ombra di polvere e vi alitò sopra per pulirla via. Ebbe l’impressione che un alito caldo ritornasse a lui dalla superficie del vetro. Né riuscì a mandare via la macchia. Alitò ancora, e un soffio di aria ancora più calda gli investì il viso, prima perdersi nel corridoio alle sue spalle.
Decise allora di trasferire la scrivania, gli appunti, alcuni libri e una poltrona nell’ultima stanza dell’appartamento, dove d’estate andava a difendersi dallo scirocco. Leggi il resto dell’articolo »
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17
12
2008
Non fu semplice trovare un paio di scarpette rosse. Impiegò cinque giorni di ricerche, e solo il venerdì le scovò in un piccolo bazar di periferia.
Sentiva che le forze cominciavano ad abbandonarlo. Non mangiava quasi più. Aveva definitivamente sospeso le lezioni e continuava ad ammucchiare sulla scrivania fogli e fogli di inutili, inconcludenti appunti. Persino il merlo sembrava aver pietà di lui. Continuava ad affacciarsi di tanto in tanto nel riquadro della finestra, ma senza più fischiare. Passò il piccolo corteo di un funerale davanti casa, il sabato mattina, e fu preso dall’ansia che arrivasse in fretta la domenica. Quando poté finalmente attraversare la città quasi ancora addormentata con sotto il braccio il suo regalo per Rosalia. Leggi il resto dell’articolo »
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15
12
2008
“Troppo grande” gli disse Rosalia delusa, iniziando a piangere sommessa.
Senza aspettare che lei glielo chiedesse, si mise subito al lavoro, per scalfire la lettera l . Chi sei, chi sei, mormorò.
“Chi sono? Questa è quasi una buona domanda” lei gli rispose. “Sono chi hai voluto chiamare, ma sarei potuta essere l’entità confusa di ognuno”.
“uff…” sbuffò. “…se qualcuno si decidesse a ridurre tutto questo in cenere. Se ci lasciassero finalmente morire”.
“Chi sono?” la bambina fece un giro su se stessa come per rivolgersi a tutte le altre mummie.
Chi siamo? Qualcuno sembrò rispondere per lei. Siamo il passaggio sospeso in eterno. Siamo la fine, e questi corpi ci impediscono di finire. Leggi il resto dell’articolo »
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13
12
2008
Domande sbagliate. Nei giorni seguenti non fece che ripetersi quel rimprovero. Saltò tutte le lezioni del corso, quella settimana. Con una scusa qualsiasi: influenza di fine autunno, mandò a dire. Una forma gravissima d’influenza, confermò ai compagni uno degli allievi che lo aveva incontrato sul finire del pomeriggio lungo i viali della villa. Pallido e smagrito. In quei giorni non riusciva a mandare giù nello stomaco che briciole di cibo, tormentato com’era dalla paura di non riuscire a trovare la formula giusta per la sua domanda.
Domande sbagliate… domande sbagliate…, gli fischiava nelle orecchie il merlo che da qualche tempo veniva ad affacciarsi sull’albero di limone e restava a fissarlo attraverso il vetro della finestra con la distratta ironia degli animali. Sbagliato… sbagliato … era il grido del barbagianni, la notte dal giardino sul retro della casa. Sbagliato. Sbagliato. Le sole parole che aggiunse ai suoi appunti. Leggi il resto dell’articolo »
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