Punteruoli rossi e triangoli neri

19 04 2008

Si chiama punteruolo rosso. Ha un coriaceo naso allungato. Con il quale scava gallerie nel legno morbido delle palme. La femmina vi depone le uova. Che diventano larve, che diventano crisalidi, che diventano insetti adulti. Che depongono altre uova. E nascono nuovi insetti. Che scavano ciascuno la propria galleria. Larve e insetti si moltiplicano a ritmo esponenziale, gallerie si accavallano, si intrecciano, si uniscono. Fino a diventare un’unica voragine nel cuore della pianta. Che priva di midollo muore. Tronco cavo, basta una folata di vento a buttarla giù. Punteruoli rossi. Non solo insetti. Come larve che minano la vita, rieccole spuntare, minacciose parole d’ordine. Sembra esattamente quel che adesso ci voleva. Una povera ragazza violentata da un rumeno.

Episodio terribile. Esecrabile. Ma sembra fosse proprio quel che ci voleva per rinfocolare asti e paure. Adesso che c’è ancora qualche carta da giocare per l’ultima puntata della campagna elettorale. Adesso che l’Italia sa di essere a destra. Si può spazzare via qualche esitazione di troppo e riavviare la campagna di criminalizzazione di massa dell’autunno scorso, dopo l’omicidio di Tor di Quinto, sempre a Roma. Eccole già pronte. Le pronunce di facile effetto. I luoghi comuni. Le generalizzazioni. Già s’invoca la cacciata dei nomadi e degli ‘irregolari’ (rom, nomade, rumeno, clandestino, immigrato… che differenza c’è?). Senza pensare ( o pensandoci fin troppo bene?) alle larve d’odio che impiantiamo nel midollo della nostra società. Punteruoli rossi. Che scavano voragini, divorando la linfa vitale della nostra ragionevolezza. E quando la pianta è cava, basta un soffio…

Dopo la propaganda d’odio dell’autunno scorso, era apparso un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne. Per dire no ad allucinate campagne razziste. Il triangolo nero, il titolo del manifesto ( fra i link consigliati del sito), richiamo al marchio d’infamia che i nazisti prevedevano per gli asociali, ladri prostitute lesbiche vagabondi rom…. Si legge nel testo: ”Delitti individuali non giustificano castighi collettivi. Essere rumeno o rom non è una forma di ‘concorso morale’. Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti. Nessun popolo è illegale”.

Ritornando all’episodio di oggi. Qualcuno ha tempestivamente dichiarato: “Basta alla mattanza delle donne”. E’ vero. Basta. Ma quanto si sarebbero sentite tutte più sicure, le donne, se questa frase così decisa fosse stata pronunciata in uno qualsiasi dei giorni, delle settimane, dei mesi scorsi. Per uno qualsiasi degli omicidi, che avvengono in Italia, di donne uccise dall’uomo che magari è stato loro accanto. Ma si sa, forse, pure, le ha tanto amate. E poi, si tratta sempre di questioni di famiglia… 


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4 risposte a “Punteruoli rossi e triangoli neri”

21 04 2008
Paola (12:03:11) :

Cara Francesca, le “larve d’odio” hanno già scavato, e abbondantemente, nel midollo della nostra società. Forse sin dal momento in cui da persone siamo diventati consumatori, da quando il nostro valore unico è divenuto l’avere. Chiunque minacci la nostra quieta vita di formichine, e lo faccia magari solo… lavando il parabrezza della nostra auto (da non credere, ma è così), chiunque non vive “come noi”, insomma l’altro da noi, è -in pectore- un delinquente. E questo lo vediamo ogni giorno. Però… Adesso mi metto sull’altra riva. Non pensi che le campagne xenofobe hanno fatto strada anche a causa della facilità con cui chi delinque viene regolarmente rilasciato? I cittadini hanno diritto a vivere senza dover aver paura, paura vera, intendo. Si può dar torto a chi, rincasando a tarda sera, magari per motivi di lavoro, vorrebbe poter portare a casa integra la pelle? E’ vero: non tutti gli extracomunitari sono delinquenti come non tutti gli italiani sono esemplari (anzi!). E’ vero: la maggior parte dei crimini contro le donne avviene tra le mura domestiche a causa, spessissimo, di apparentemente irreprensibili connazionali. Ma al cittadino comune, pure quello più a sinistra, meno “fascio”, interessa poter vivere senza aver paura. Credo sia meglio dargli retta, magari isolando i delinquenti da chi cerca di inserirsi in questa nostra ipocrita società, prima che la gente scenda in piazza chiedendo la pena di morte. Che, con questo governo, potrebbe non essere più prospettiva fantascientifica. Proprio per i motivi che abbiamo illustrato: la disumanizzazione della nostra vita quotidiana e l’assenza di uno stato che non sa dare risposte “strutturali” (vedi norme più cogenti e maggiore presenza di polizia come deterrente) ci porteranno -poco a poco- a volere misure draconiane…

21 04 2008
antonio (15:33:33) :

Mentre a Roma infuria la polemica sulla sicurezza, che sembra sia diventato l’argomento principale del confronto tra Alemanno e Rutelli, il corrispondente del New York Times da Roma, prima di tornare in patria dopo 4 anni, scrive un articolo che descrive Roma come città assolutamente sicura e accogliente, ancor più di notte quando i timori sono più fondati. Tornerà a New York,dove solo l’altroieri ci sono stati 3 omicidi, malgrado la tolleranza zero di Giuliani e il governo repubblicano della città. Un amico che vive a Londra mi racconta di accoltellamenti senza motivo di persone anziane che hanno l’unica colpa di passeggiare in un parco.Credo di aver capito perchè i fratelli Coen hanno titolato l’ultimo film” Non è un paese per vecchi”. La violenza c’è dovunque e da noi si manifesta in forme ancora contenute. Come dice Paola, è intrinseca ad un modello di società che accentua l’avere,il desiderio di possesso, di sopraffazione e non sa regolare i conflitti portati dalla globalizzazione. Qualcosa di serio, un pò più serio del fantasmatico poliziotto di quartiere, andrà fatto. Ma con molta attenzione a distinguere tra le giuste e necessarie misure dalla strumentale enfatizzazione del fenomeno. Le grandi forze economiche che guidano il mondo alimentano le paure. Una società impaurita è più facilmente malleabile e sottomessa. Consiglio di leggere ” Modernità liquida ” di Bauman.

24 04 2008
Punteruoli rossi e triangolo nero : Fronte della comunicazione (01:53:58) :

[…] chiama punteruolo rosso. Ha un coriaceo naso allungato. Con il quale scava gallerie nel legno morbido delle palme. La […]

30 04 2009
bucceri giuseppe (15:10:31) :

Qui a Letojanni abbiamo visto come si sia carenti nell’intervenire per proteggere le palme sane, un solo caso (almeno fino ad oggi) e la palma e’ rimasta a marcire senza nessun intervento.
Ho letto un po qua e la’ che si puo intervenire ma di fatto la regione o le province non sono in grado di intervenire per mancanza di fondi e visto che tutti diconi la propria vorrei anchio sparare la mia.
Perche’ alla scoperta della palma ammalata non incappucciarla come un preservativo in uso, basterebbero pochi euro e un tubolare di rete
fina al punto di non permettere alle larve di emigrare e alla loro comparsa (nel tubolare) intervenire se si vuole con normali insetticiti, lasciare la pianta in quelle condizioni il tempo necessario per far morire il punteruolo e poi abbatterla .

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